Liste d’attesa, arriva la sanità a "chilometri zero"

Lo fa sapere l’assessore Barberini che annuncia un piano straordinario
Perugia

Per abbattere le liste d’attesa nella sanità umbra per prestazioni e visite non d’emergenza è stato concepito un piano straordinario. Lo fa sapere l’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini, anticipando all’Ansa qualche dettaglio.
Barberini parla di un modello Rao “a chilometri zero”, con particolare attenzione ai “cittadini più fragili” per assicurare il servizio richiesto entro i limiti temporali stabiliti, senza uno spostamento eccessivo rispetto alla residenza.
Il Piano straordinario punta inoltre sulla revisione dei Raggruppamenti di attesa omogenei per “renderli più efficaci rispetto ai bisogni di salute dei cittadini”. Previsti poi un’accelerazione sulle nuove tecnologie per assicurare esami “più veloci e appropriati”, l’ampliamento degli orari e delle giornate in cui vengono aperti gli ambulatori, la presa in carico da subito del paziente che esegue esami con l’attribuzione delle successive date di controllo, abbattimento delle barriere burocratiche anche attraverso un potenziamento del Nus (Numero Umbria sanità) 800 636363.
Verranno poi aumentate le prestazioni incluse nei “Rao”, garantendo adeguati tempi di attesa sia per attività urgenti sia per quelle che rispettano i criteri di priorità (classe B e D, rispettivamente 10 giorni e 30-60 giorni), prevista l’assunzione di professionisti ad hoc (medici, tecnici e infermieri) e la rivalutazione del numero e della tipologia della casistica contrattualizzata con le strutture accreditate, convenzionate con il Servizio sanitario regionale.
“La riduzione delle liste d’attesa – ha sottolineato Barberini – è una sfida che non possiamo vincere soltanto governando l’offerta, mettendo cioè a disposizione sempre più professionisti e risorse. Ma dobbiamo farlo anche attraverso una maggiore collaborazione con medici di base, pediatri e specialisti, il cui ruolo è centrale, che devono aiutarci anche a far capire ai cittadini quali prestazioni sono realmente necessarie, perché ancora oggi tante delle richieste e delle attività espletate risultano inappropriate. L’obiettivo è la progressiva riduzione dei tempi attesa, nella consapevolezza che anche le prestazioni non urgenti e prioritarie non possono essere soddisfatte in tempi estremamente lunghi. È inoltre necessario riorganizzare e mettere in rete le varie strutture, prevedendo una più ampia collaborazione dei professionisti per l’uso ottimale degli ambienti e dei macchinari – ha concluso Barberini -, anche con un maggiore utilizzo del teleconsulto e in generale della telemedicina”.