Migranti, coltivatrici di orti urbani a Perugia

La sfida del progetto europeo Urbagri4women, se ne parla giovedì 23 novembre a Montemorcino
Perugia

Sviluppo delle competenze e riqualificazione della città si intrecciano nell’orticoltura urbana: come integrare donne migranti richiedenti asilo nel tessuto sociale e produttivo in una realtà come Perugia attraverso la realizzazione di orti urbani. Ci sta provando un gruppo di ong di 7 paesi europei con il progetto , di cui è capofila per l’Italia.
Prende ufficialmente il via il progetto che mette al centro l’integrazione delle donne migranti: , l’iniziativa trans-nazionale che mira a svilupparne le competenze pratiche nel settore dell’orticoltura e dell’imprenditoria in sette paesi dell’Unione Europea. L’Italia, e in particolare Perugia, fa la sua parte attraverso Tamat, che comincia ora a implementare le attività progettuali in collaborazione con , , , e .
Tenuto il primo incontro tra il team e le beneficiarie nella giornata odierna () dalle 10 di giovedì 23 si inizia a fare pratica negli orti del’Arcidiocesi a Montemorcino, gestiti da ACLI Perugia. In programma attività pratiche per prendere confidenza
con il lavoro negli orti anche grazie all'affiancamento di operatori esperti locali.

Note tecniche a margine
è un progetto transnazionale coordinato da Tamat con partner in , , e e finanziato dalla Commissione Europea () nel quadro del Fondo Asilo, migrazione e integrazione, per favorire l’integrazione di donne immigrate nella società di accoglienza con pratiche inrnovative di orticoltura in area urbana.
è una organizzazione non governativa riconosciuta dal e dalla . Dal 1995 ha sviluppato progetti in Albania, Bolivia, Bosnia, Burkina Faso, Mali, Perù e nelle regioni italiane di Umbria, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Piemonte e Puglia.