Ladri di galline in via Settevalli

Si moltiplicano in città episodi di micro-micro criminalità
Perugia

E dunque siamo arrivati ai ladri di galline. Un’escalation all’ingiù che non può certo tranquillizzare.
L’ultimo mattinale di Polizia registra che una busta di verdure è stata prelevata da un topo d’auto che per assicurarsi l’ingente bottino ha rotto i vetri di una vettura in via Pascoli. Tre galline e un gallo sono invece state rubate a una famiglia in zona Settevalli. Qualcuno è riuscito a penetrare nella struttura dove i pennuti erano tenuti con altri esemplari. Ma c’è anche il ladro di noci, che con mano lesta  ha fatto fesso un uomo che stava portando il prezioso sacchetto in dono ad una parrocchia commettendo l’ingenuità di depositarlo a terra dopo essere sceso dall’auto. Giusto il tempo di fare il giro della vettura e ritornare a prenderlo e il lauto bottino era sparito.
Nuove strategie criminali  stanno infestando la città.
Il centro di Perugia è diventato un piccolo Bronx.
Di notte, come scarafaggi, bande di ladri escono dalle tane, si riempiono le tasche di “briciole” e se ne ritornano impuniti nei propri anfratti. Delinquenti seriali e anche un po’ abitudinari. Alcuni sembrano conoscere solo alcuni obiettivi.
Si accontentano di poco: fondi di cassa, qualche bottiglia di vino, e uscendo temporaneamente dal locale stravisitato, come souvenir gli basta acciuffare una manciata di cioccolatini o un sacchetto di caramelle, tralasciando magari di portare seco profumi di marca, computer, televisori, fino al punto di ignorare i tartufi, come nel caso della “Bottega” svaligiata in corso Vannucci.
E se è vero, come viene fatto notare dalla Regione, che nell'ultima decina d'anni da 37.856 fatti delittuosi siamo scesi a 31.970 in Umbria, è anche vero che la “sicurezza percepita” dalla popolazione non è affatto migliorata, anzi.
In un breve lasso di tempo si è assistito alla moltiplicazione degli scippi, ad assalti a persone anziane, ad aggressioni, a rapine nei negozi, a spaccate, a innumerevoli furti nelle abitazioni, il tutto condito da qualche furto di biciclette.
E si sa che i reati predatori, come le cavallette, come le zanzare, sono i più fastidiosi, sono le offese più difficili da digerire, quelle che producono maggiore allarme sociale.
È evidente che è cambiata la natura del “male”. Se fino a qualche tempo fa si era in presenza di una malavita che agiva portando a termine una serie di colpi che necessitavano di esperienza e mestiere, adesso si è in presenza di una masnada di cialtroni senza scrupoli che sembrano muoversi alla cieca, accontentandosi di centrare obiettivi minimi.  
 Studi alla mano dimostrano che disoccupazione, presenza di minoranze straniere non integrate, disagio sociale ed emarginazione, incidono in maniera importante sulla “qualità”, sulla “tipologia” e sul tasso di reati commessi. E visti i risultati non c’è da stare allegri davvero…