La Regione approva il Defr 2018-2020

Soddisfatta la Marini: «Pragmatico e riformista». Ma le opposizioni votano contro
Perugia

Alla fine il Defr è passato. L’Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza (no da centrodestra e M5s) la proposta di risoluzione che dà il via libera al Documento di programmazione economica e finanziaria 2018-2020.

La presidente della Regione Catiuscia Marini, concludendo la seduta prima del voto, ha definito il Defr «pragmatico, realistico e riformista, basato su quattro pilastri: ricostruzione, welfare, trasporti, economia».
«Un Defr - ha aggiunto - coerente con la manovra economico-finanziaria, compatibile con le risorse di bilancio e quindi concreto nella sua attuazione. Una manovra finanziaria che rinuncia a usare la leva fiscale, e oramai siamo a 13-14 anni consecutivi, con una capacità di razionalizzazione della spesa finanziaria e con una capacità di riaprire gli investimenti, malgrado l’attuale contabilità pubblica che guida le Regioni rallenta la spesa pubblica per investimenti, rende più difficoltoso l’uso intelligente dei fondi comunitari».
In particolare, sul terremoto «a gennaio - ha detto Marini - insieme ai comuni del cratere, chiudiamo la fase strettamente legata all’emergenza. Per il 2018 vengono messe appunto le azioni per la ricostruzione: cronoprogramma e ufficio speciale per ricostruzione».

Il maxiemendamento prevede interventi su sisma, trasporti, mobilità, infrastrutture viarie, politiche abitative, lavoro, ambiente, e anche su quel welfare proposto da Chiacchieroni (Pd), Rometti (SeR) e Solinas (Misto-MdP) e votato a maggioranza (13 sì e 8 no) su cui i capigruppo della maggioranza hanno chiesto il particolare impegno dell’Esecutivo.

Tra i temi contenuti nell’emendamento l’inizio della ricostruzione pesante post sisma nel 2018, sia per gli edifici privati, sia pubblici; risoluzione delle problematiche relative al Nodo di Perugia; ammodernamento e messa in sicurezza della Fcu; pubblicazione a inizio 2018 del bando per i contributi-acquisto prima casa per giovani coppie o single; potenziare azioni inserimento lavorativo; attuare la programmazione regionale in materia di rifiuti e accordi interregionali per superare l’attuale smaltimento in discarica; particolare attenzione alle povertà; partecipazione delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle associazioni nella fase di predisposizione ed elaborazione dei bandi.

Critiche dall'opposizione.
Per Emanuele Fiorini (Lega): «l’Umbria non innova e non investe in nuove tecnologie e nel verde»; mentre secondo Marco Squarta (FdI) «Il Defr rappresenta solo l’ennesimo elenco di azioni e obiettivi annunciati ma rimasti sulla carta». Per Maria Grazia Carbonari (M5s): «un documento che ripropone stime e obiettivi dei Defr degli ultimi anni».
Per Claudio Ricci (Rp): «Necessario razionalizzare le spese e puntare sulla ricostruzione come volano per la ripresa». Invece per Gianfranco Chiacchieroni (Pd) «acceleriamo e consolidiamo l’azione avviata nel 2016 per sviluppo, innovazione e ricostruzione».

Approvato a maggioranza anche il Bilancio di previsione per gli anni 2018, 2019 e 2020 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.
Un bilancio che prevede risorse di poco superiori ai 19 milioni di euro l’anno per tutte le attività dell’istituzione e per il personale. Confermata la riduzione del fabbisogno di spesa e l’ottimizzazione delle risorse umane e strumentali.