La “realtà aumentata” di Adriano Scognamillo

Inaugurata al Brufani la mostra fotografica “Perugia Familiarmente”
Perugia

di Francesco Castellini - E' stata inaugurata, sabato 10 marzo, la mostra fotografica “Perugia Familiarmente” di Adriano Scognamillo. La location scelta per esporre le opere è l'Hotel Brufani. Dove un'intera sala è stata adibita a galleria, e dove si possono ammirare le belle foto di Adriano dal 10 al 18 marzo.

Alla presentazione, oltre l'artista, c'era anche l'assessore alla cultura Maria Teresa Severini, e ospite speciale Carlo Massarini, insieme ai giornalisti Francesco Ippolito e Italo Carmignani. 
I soggetti scelti da Scognamillo sono personaggi conosciuti e amati di Perugia. Il tema è la famiglia. E dunque lui ha usato l'obiettivo come una specie di speciale macchina a raggi X, capace come sempre di individuare e cogliere quelle piccole e grandi verità che si celano dietro la quotidiana esistenza. Adriano in questo è bravissimo. Riesce sempre a intercettare l'anima dei personaggi, così come è straordinario nel rendere fantastico il mondo che ci circonda, una specie di favola bella. Il lavoro raccolto in questa “Perugia Familiarmente”, da cui è stato ricavato un catalogo molto curato ed elegante, è tutto focalizzato sulla "meraviglia" che rappresenta la famiglia. Gli scatti fermano nel tempo momenti di serenità, che infondono a chi osserva un senso di pace e di equilibrio ritrovato. Una dimensione per certi versi onirica.

 

Percorrere il tragitto significa allora ritrovarsi immersi in una realtà parallela, fatta di sorrisi, di occhi brillanti, di sguardi dolci e carichi di promesse. Una dimensione attigua, che però ci appartiene e che troppo spesso ci sfugge, proprio perché non viene mai sufficientemente narrata.
Come ha ricordato Francesco Ippolito nel presentare il lavoro di Scognamillo: «Viviamo in un'epoca in cui si sono moltiplicate le possibilità di documentare la realtà. Miliardi di immagini vengono registrate ogni giorno dagli smarphone di tutto il mondo, poi però vai a vedere e la maggior parte di quelle foto si perde nella virtualità che tutto cancella. Mentre l'emozione di una foto stampata, messa in un album o nel fondo di un cassetto, non finirà mai di esistere, di emozionare e stupire. Diventando così il vero tesoro della nostra memoria».