Infiltrazioni criminali, sottoscritto a Perugia protocollo per la legalità

Tra il sindaco Andrea Romizi e il Prefetto Raffaele Cannizzaro
Perugia

Sono stati il Prefetto Raffaele Cannizzaro ed il sindaco di Perugia Andrea Romizi a sottoscrivere questa mattina, alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno Gianpiero Bocci, del Questore e dei Comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, il nuovo protocollo d’intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale.

Il documento rappresenta il rinnovo del precedente protocollo sottoscritto dalle parti il 3 luglio del 2015.

L’iniziativa era stata concordata dalle parti “alla luce della crescente tendenza delle organizzazioni criminali mafiose ad affermare la propria presenza anche al di fuori delle regioni d’origine”. L’obiettivo del protocollo era ed è, dunque, di porsi come strumento utile per innalzare ulteriormente il livello di collaborazione e cooperazione tra i due enti sottoscrittori, integrando le sinergie esistenti con nuove azioni finalizzate alla prevenzione di possibili infiltrazioni criminali e mafiose nell’economia; ciò in particolare nei settori degli appalti e contratti pubblici, urbanistica ed edilizia anche privata, commercio, contrasto all’immigrazione irregolare.

Dunque un protocollo finalizzato alle attività di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare attraverso l’estensione delle cautele antimafia – nella forma più rigorosa delle informazioni del Prefetto – all’intera filiera degli esecutori e dei fornitori, ed agli appalti di lavori pubblici sottosoglia, nonché attraverso il monitoraggio costante dei cantieri e delle imprese coinvolti nell’esecuzione delle opere tramite i gruppi interforze.

Il nuovo Protocollo è stato aggiornato a seguito della piena operatività della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (o BDNA), al nuovo codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016) ed alle prime linee guida per l’avvio di un circuito collaborativo tra Anac-Prefetture-Utg ed Enti locali per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e l’attuazione della trasparenza amministrativa.

La durata del protocollo è di due anni dalla sottoscrizione.

Il Prefetto Raffaele Cannizzaro, aprendo l’incontro, ha sottolineato che il protocollo, oggi aggiornato ed ancor più ricco di clausole tenuto conto delle complessità della città di Perugia, ha fatto registrare negli ultimi due anni risultati molto positivi. In sede di prima sottoscrizione, infatti, era stato previsto un incremento delle attività di Prefettura e forze dell’ordine in applicazione del protocollo e così è stato a conferma del fatto che non si trattava di un atto destinato a rimanere “lettera morta”. Il monitoraggio è stato costante ed ha fatto registrare circa un centinaio di interventi di controllo nell’ambito delle attività commerciali ed una trentina nell’ambito di appalti di servizi ed opere pubbliche. Fortunatamente tutti i controlli hanno dato esito negativo, ma l’attività preventiva resta.

Notevoli risultati sono stati ottenuti nel settore dei controlli finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare e delle illegalità nel settore abitativo, tramite operazioni congiunte tra forze dell’ordine e vigili urbani.

Dunque il protocollo, a parere del Prefetto, si configura come un ottimo strumento di lavoro.

Anche il sindaco Andrea Romizi ha sottolineato che, in questi primi due anni di utilizzo, il protocollo ha rappresentato uno strumento utile tanto da aver fatto registrare buoni risultati. Oggi è necessario aggiornarlo, irrobustendone i contenuti grazie alla previsione di clausole più stringenti.

Il sindaco ha sottolineato che è intenzione delle parti alzare ulteriormente il livello delle difese per contrastare i fenomeni delle infiltrazioni criminali.

Infine Romizi ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine ed alla Prefettura per il lavoro svolto negli ultimi anni; un’attività che dovrà essere potenziata.

Il Questore Messina ha parlato del perfezionamento di un modello di prevenzione che va calato nella realtà perugina anche alla luce delle esigenze che si sono manifestate in tempi recenti. A parere del Questore nel panorama complessivo è determinante l’attività preventiva favorita dal protocollo soprattutto in termini di controllo delle irregolarità relative alla permanenza dei cittadini extracomunitari.

L’attività relativa ha consentito alle forze dell’ordine di conoscere la sussistenza del fenomeno nei quartieri di Perugia procedendo ad una significativa attività espulsiva.

Stesso apprezzamento per lo strumento e massima disponibilità a collaborare per il futuro sono stati espressi anche dai comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.

L’incontro è stato chiuso dall’intervento del Sottosegretario Gianpiero Bocci, il quale, in avvio, ha sottolineato come la firma del protocollo non rappresenti solo un passaggio formale, ma sostanziale. Bocci ha ricordato che Perugia ha vissuto, nel recente passato, un periodo storico molto difficile, caratterizzato da alcuni gravissimi fatti di cronaca, come gli omicidi di Ramazzano e Cenerente o le continue risse nel centro storico.

Se da quei giorni non si sono più verificate vicende simili lo si deve allo straordinario lavoro svolto da coloro che indossano un’uniforme ed alla stretta collaborazione tra le Istituzioni.

Perugia oggi rappresenta a livello italiano un modello ed un esempio, visto che altrove non si registrano così tanti provvedimenti di espulsione e rimpatrio. Ciò in quanto a Perugia si è scelto di adottare un modello preciso, prediligendo all’arresto, che certamente fa più notizia, la strada della prevenzione. Oggi, per fortuna, questa scelta è risultata giusta ed i numeri dicono che la realtà a Perugia è completamente diversa rispetto al passato.

Questo è dovuto, innanzitutto, alla dedizione della forze dell’ordine, che non conoscono soste né festività, al perfetto coordinamento operato dalla Prefettura, alla preziosa disponibilità del sindaco che ha consentito di attivare un’atmosfera collaborativa totale, alla Magistratura perugina, il cui lavoro ha consentito di assicurare alla giustizia i colpevoli di vari crimini.

Insomma si è dato vita ad un sistema vincente che è stato in grado di coinvolgere sia le componenti centrali delle Istituzioni che quelle periferiche. E quando vi è unità allora si ottengono i risultati.

Bocci, pur prendendo atto dei buoni risultati conseguiti, ha sottolineato che molto ancora si potrà fare in futuro. Insomma un modello virtuoso che è stato sperimentato, perfezionato e che oggi è diventato un esempio per le altre città.