Il centro di Perugia “abbandonato” dai perugini

I dati Istat fotografano una tendenza sempre più marcata e irreversibile
Perugia

Cosa succede in città? A Perugia di certo succede che sempre più perugini prendono “armi e bagagli” e se ne vanno a vivere fuori dal centro. Una transumanza inesorabile che dura ormai da qualche decennio e che non conosce soste.

I dati che riguardano la tipologia e il numero dei residenti nel centro storico rivelano una inesorabile diminuzione di presenze “indigene”. Nell'indagine Istat realizzata lo scorso anno ci sono molti focus che sanciscono il depauperamento, a cominciare dal numero di bimbi da 0 a 6 anni presenti a Perugia: nel 1971 - per andare davvero indietro nel tempo - rappresentavano 1'8,6% del totale della popolazione del capoluogo e sono via via scesi, fino a raggiungere il 5% nel 1991; riprendersi leggermente negli anni Duemila (nel 2012 erano il 5,76%), per arrivare al dato attuale del 5,12. Ci sono altri elementi, inoltre, che rappresentano un segnale di spopolamento inequivocabile, come quello degli edifici non abitati.
In centro storico ben uno su quattro è vuoto (la percentuale è del 24,03%) e il paragone con altre realtà è incontrovertibile: a San Marco le case vuote sono il 15%, in via XX Settembre, Stazione e Filosofi non si raggiunge il 12%, Santa Lucia e Ferro di Cavallo 8,9%, Cortonese e San Sisto il 7,6%. Un altro aspetto chiarisce ancora meglio la problematica: in centro storico infatti quasi un terzo della popolazione è rappresentata da giovani che vivono da soli. Sono il 30,98%, con percentuali che quasi si dimezzano non appena si scende a San Marco, Stazione, via dei Filosofi, Ferro di Cavallo. Segno evidente che le famiglie scelgono ormai altre zone e che l'auspicato ripopolamento familiare del centro sbandierato da vent'anni è solo un'illusione