Guasticchi si candida alla guida del Pd umbro

Per un terzo polo riformista che guarda al centro e non alla vecchia sinistra
Perugia

Pd, eppur qualcosa si muove. A fronte dalla "paralisi" totale provocata dal terremoto delle urne, dal "pianeta rosso" arrivano segnali di vita.
      Come riporta l'Ansa, Marco Vinicio Guasticchi, ex presidente della Provincia e vicepresidente dell'Assemblea legislativa, si candida come segretario regionale del Pd.
Come spiega lui stesso "una scelta che avviene in risposta alla profonda delusione che provo di fronte allo stato comatoso in cui versa il partito, sia a livello nazionale che a livello locale".
    "Rompendo un fariseismo che vedeva ipotetici candidati pronti a sacrificarsi per traghettare il Pd umbro verso lidi migliori - sostiene Guasticchi -, ritengo che oggi solo un protagonismo di chi ha partecipato e creduto e lavorato per la nascita di questo partito possa strappare dal torpore il Pd. Sono altresì convinto che la riscossa può venire solamente dalla periferia ovvero da tutti coloro che oggi si sentono orfani non di un segretario o un dirigente nazionale, ma di un ideale e di un partito che aveva anticipato di svariati anni gli scenari che avrebbero poi caratterizzato la politica europea se non mondiale, ma sicuramente quella italiana".
    Quello che Guasticchi prospetta è un Pd riformista, che guarda al centro e non alla vecchia sinistra (da Leu in giù).
Insomma una terza via che si pone apertamente contro quel cartello veltroniani-giovani turchi che vede l'onorevole Verini candidato e il sostegno convinto della presidente Catiuscia Marini e che sogna un ritorno al vecchio schema di centrosinistra che guarda a sinistra.
 Marco Guasticchi invece guarda politicamente dall'altra parte: un Pd che va a caccia di voti e di alleati tra i moderati, i cattolici e gli imprenditori che non si riconosco più in un centrodestra a guida Lega, e che ammicca agli elettori di quella Forza Italia che sta perdendo terreno e consensi a vista d'occhio.

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QUESTE LE SUE PAROLE
         “Sembra anacronistico ma proprio in risposta alla profonda delusione che provo di fronte allo stato comatoso in cui versa il PD, sia a livello nazionale che a livello locale, ho deciso di proporre la mia candidatura per la segreteria regionale”.
     “Rompendo un fariseismo che vedeva ipotetici candidati pronti a sacrificarsi per traghettare il PD umbro verso lidi migliori, ritengo che  solo un protagonismo di chi ha partecipato e creduto e lavorato per la nascita di questo partito possa strappare dal torpore il PD. Sono altresì convinto che la riscossa può venire solamente dalla periferia ovvero da tutti coloro che  si sentono orfani non di un segretario o un dirigente nazionale, ma di un ideale e di un partito che aveva anticipato di svariati anni gli scenari che avrebbero poi caratterizzato la politica europea se non mondiale, ma sicuramente quella italiana”.
   “Il PD era il partito di Macron antelitteram e il segretario Renzi dopo molte battaglie che mi hanno visto sempre protagonista ha rappresentato per noi una risposta ferma ed orgogliosa alla strafottenza di Germania e Francia in un’Europa oggettivamente sbilanciata ma che con Renzi già aveva attivato dei correttivi per noi apprezzabili”.

           “Ora riportare tutto nella nostra regione significa anche fare autocritica di fronte ad uno scenario del genere dove l’elettorato umbro ha dato chiari segnali di stanchezza ed intolleranza nei confronti del nostro partito reo di non essere più presente nel territorio ed essere diventato autoreferenziale. Ed allora è necessario dare una sferzata, una razionale reazione consci che la colpa della nostra debacle non è del nostro elettorato che non ci capisce più”.
“Dobbiamo però metterci in testa che un ipotetico terzo polo che  vedrebbe quello che resta del Pd sicuramente come uno dei maggiori azionisti, non può aprirsi solo alla sua sinistra, ma necessariamente deve guardare al centro moderato e cattolico che non riesce più a ritrovarsi politicamente in partiti come Lega e Cinque stelle che palesano atteggiamenti in netto contrasto con la voglia di moderazione che il nostro ceto medio apprezza”.
   “Quindi lavoriamo per la nascita di questo terzo polo che può diventare anche a livello regionale l’unica risposta alla crisi del PD. Insieme si vince e su questo progetto che metto a disposizione la mia candidatura che non vedo assolutamente incompatibile con la mia ipotetica ricandidatura in Regione per un secondo mandato come prevede lo statuto del nostro partito”.