Gli amici ricordano Luciano Moretti, maestro di vita

Una sala Brugnoli gremita ha fatto da scenario alla presentazione del libro “I fischi e le stelle”, presentato a Palazzo Cesaroni dall’onorevole Gianpiero Bocci
Perugia

Una sala Brugnoli gremita ha fatto da scenario alla presentazione del libro “I fischi e le stelle – Luciano Moretti e il grande amore per la sua terra”, presentato a Palazzo Cesaroni dall’onorevole Gianpiero Bocci, dai giornalisti Marco Brunacci e Gianfranco Ricci e dal professor Valerio Di Carlo, il chirurgo che lo ha curato nel corso della sua vita. Tanti gli amici e le istituzioni presenti in sala, dalla presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi all’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini.

“E’ un incontro non tanto per il libro ma per ricordare Luciano. Una pubblicazione – ha detto Bocci – che lo rispecchia bene, nella sua severità nello scrivere battute. Quella di Luciano era una ironia mai saccente e supponente. Ironia bella. Sul versante del giornalismo era considerato un grande padre di famiglia”. Quindi i ricordi: “Se bisticciavi con lui, non ricordava più nulla dopo. Non bisogna portare rancore ma memoria si, diceva. Luciano è stato un grande amico. Oggi ricordiamo il giornalista, l’amico, una persona così, un perugino doc.

“Per me queste sono le nozze d’oro dell’amicizia – ha detto Gianfranco Ricci –  Ognuno porta dentro di sé un suo Luciano. Parliamo di un amico sicuro. Sicuro perché ti sta accanto, anche se ci sono delle divergenze di opinioni. Uomo eccezionale, per molti aspetti. Uomo col quale abbiamo vissuto momenti straordinari. Se ho imparato ad usare gli sci lo devo a Luciano. Era a suo modo un maestro di vita. Lo è stato senza aver mai avuto la pretesa di esserlo. Potevi apprendere senza che mai fosse salito in cattedra. La sua età bontà d’animo. Luciano distribuiva consigli, nel suo ufficio in consiglio regionale, dove lui riceveva. Aveva una grande dote di mediazione e grande gusto per diffonderla”. Ricci ha quindi ricordato il grande lavoro giornalistico con Radio Aut, “aveva una grande energia per affidarsi al futuro”.

“La pubblicazione – ha detto Brunacci – ci ha fatto trascorrere ore ed ore a leggere e rileggere i suoi scritti. Non so cosa darei per leggere un suo fischio sul taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali. E’ stato uno straordinario interprete della vita umbra, un uomo di grande valore e di grande intuito”. Importante il contributo del professor Di Carlo, il medico che l’ha curato nell’ultimo periodo. “Quando ho saputo del libro – ha detto-  sono accorso. La mia conoscenza con Luciano è stata in un momento drammatico. Ho visto un uomo in difficoltà. Intervento molto difficile. È durato molte ore. La situazione locale era molto difficile. Ma io volevo dimostrargli che la sua passione e l’amore per la vita sono cose importanti. Ci siamo riusciti, lui lo voleva e io anche. Tutto è andato bene ma posso dire che ero orgoglioso di aver fatto una cosa simile. Poche persone mi hanno chiesto di farlo vivere ancora. Ha creduto in me in maniera totale e ho cercato di dargli quello che potevo. Abbiamo mantenuto una bella amicizia. Incontri telefonici molto intensi. Raramente senso di empatia come per lui. Questa è la missione del medico, purtroppo non è molto frequente osservarla”.

Conclusioni per il senatore Pierluigi Castellani. “Luciano era un uomo profondo, di grande passione, un personaggio politico di grande rilievo.  Non abbiamo mai militato nella stessa corrente ma Luciano non era avversario di nessuno. Ci consegnava lo scrigno dei suoi ricordi. Aveva una memoria istituzionale rispetto a quella che era la cultura politica dell’Umbria. Coglieva della vita il lato lieve, senza superficialità. Appariva ironico, garbato, ma era un lettore di cose profonde. Amava approfondire i temi del dibattito politico. Era un grande giornalista”.