Farmacie e favori, 13 gli indagati

Chiusa l'inchiesta che porta sul banco degli accusati anche funzionari della Regione
Perugia

Sono 13 gli indagati nell'inchiesta portata avanti dai Nas su un presunto giro di favoritismi volti ad agevolare farmacisti da parte di alcuni dirigenti e funzionari regionali.
Per 8 indagati le accuse (a vario titolo) vanno dalla truffa all’abusivo d’ufficio, dal falso alla concussione.
Per sei indagati, secondo il sostituto procuratore Mario Formisano, si configura anche una presunta associazione per delinquere in cui, attraverso “atti amministrativi illeciti” i soggetti in questione avrebbero gestito il servizio di accreditamento e valutazione qualità della Regione favorendo in maniera sistematica alcuni operatori sanitari accreditati e non altri.
Due farmacisti inoltre avrebbero ottenuto l’autorizzazione a gestire depositi farmaceutici, ma privi dei requisiti richiesti.
Le indagini sul presunto giro di “favoritismi” nei confronti di alcuni farmacisti vedono spuntare i nomi dell’ex capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale Antonio Perelli, di due funzionari regionali, Luca Orlandi e Lidia Richieri e dei farmacisti Massimo Ceccarelli e Alessandro Rossi. 
Tra le accuse di falso rivolte a Perelli, come riporta il quotidiano "La Nazione", anche quella di “falso ideologico in atto pubblico” per aver omesso di dire che era socio titolare di una farmacia in occasione della sottoscrizione del contratto con la Regione, e truffa.
La procura aveva evidenziato come Perelli, dirigente regionale salute, era anche titolare di una farmacia, una incompatibilità che – secondo l’accusa – gli avrebbe fatto guadagnare, come riporta il giornale, ben 37mila euro annui. Un’erogazione che non gli sarebbe stata concessa se avesse rivelato la sua partecipazione nella gestione della farmacia. Tra gli indagati spunta anche il nome dell’ex vice presidente dell’ordine dei farmacisti della provincia di Perugia, Giuseppina Mantucci.