Il Comune interviene sugli abusi della distilleria Di Lorenzo

"Gli impianti non sono a norma vanno abbattuti"
Perugia

Vittoria degli ambientalisti sull'annosa vicenda delle distillerie di Ponte Valleceppi: un controllo dei tecnici del Comune il 15 aprile scorso ha fatto emergere nuove irregolarità ed è sta emessa un'ordinanza affinché la distilleria rimuova entro 90 giorni le opere realizzate senza l'autorizzazione paesaggistica e la segnalazione certificata di inizio attività. In particolare è stata accertata la presenza di due impianti realizzati in assenza di Scia e di autorizzazione paesaggistica consistenti in un pozzetto parzialmente fuori terra di raccolta dei reflui provenienti dal piazzale con relative pompe di rilancio all'impianto di depurazione e vasca di raccolta fuori terra in acciaio con relative pompe e tubazioni. L'area è classificata dal piano regolatore come area agricola periurbana ed è sottoposta al vincolo paesaggistico.

Delle violazioni riscontrare dai tecnici del Comune è stata data comunicazione, come prassi, alla Procura della Repubblica. Il Comitato Molini di Fortebraccio che da anni si batte per la delocalizzazione della distilleria in una zona più sicura afferma: "Lo stesso piazzale dove sono state trovate le opere non conformi - dice Goffredo Moroni presidente del Comitato Molini di Fortebraccio - è stato oggetto di una ordinanza del Comune nel 2017 perché c'era una base in catrame e, visto il vincolo paesaggistico, non era un'opera consentita. Già nel 2015 ci eravamo mossi per chiedere l'intervento del Comune ma avevamo ricevuto una risposta che ritenevamo un po' bislacca visto che il piazzale era legato a dei silos condonati. Ma condono alla mano, non ci risultava una situazione di quel tipo. Poi in un secondo momento, dopo il cambio di dirigente, c'è stata l'ordinanza per cui è aperta una vertenza al Tar. Dopo lo sversamento nel Tevere nei mesi scorsi, l'Arpa ha scattato foto in cui si vedono gli impianti tecnologici (una nuova vasca di raccolta e una nuova pompa di sollevamento) realizzati su un terreno già oggetto di ordinanza di demolizione, impianti che hanno permesso alla distilleria di rispondere al blocco dell'impianto ordinata dalla Regione, facendo ripartire l'attività".