Dipendenze giovanili in aumento con in testa la droga

Meglio prevenire che reprimere: i dati della Prefettura
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Perugia

Quasi il 60%. Ovvero circa 300 giovani e giovanissimi nel tunnel dei consumi di droga. Per molti di loro si può già parlare di dipendenza. Dati che arrivano dalla Prefettura, e fanno paura proprio perché più autorevoli è difficile trovarne. Dati che raccontano la necessità non solo di reprimere, ma anche e soprattutto di prevenire il fenomeno del consumo di droghe e dipendenze.

Presso la Sala dei Notari, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è stato presentato il bando "Usa la Bussola", finalizzato al sostegno di interventi di prevenzione delle varie forme di dipendenza giovanile, dall'abuso di droghe, alcol e fumo fino alle dipendenze comportamentali come il gioco d'azzardo, il cibo e il sesso.

Tra gli interventi molto atteso quello del prefetto Claudio Sgaraglia che, dati alla mano, ha sottolineato come, tra i segnalati per droga, il 12% riguardi ragazzi tra 15 e 17 anni, il 46 per cento per giovani tra 18 e 20 anni. E al primo posto è il consumo di stupefacenti ma a preoccupare di più è l’abbassamento dell’età dei giovani coinvolti, in costante aumento.

Collegati con la tossicodipendenza vi è l’aumento dei reati per procurarsi la dose giornaliera, ma non basta la repressione ci vuole la prevenzione. È il senso di tutto il bando, dal momento che i progetti dovranno essere finalizzati a informare i giovani riguardo l'ampia ed articolata tematica delle dipendenze e far fare loro esperienza di ascolto e confronto; favorire il processo di crescita; aiutare gli adolescenti a porsi delle domande su questi temi ed a individuare possibili modi per affrontarli. E il fatto che si rivolga ai ragazzi delle medie indica come sempre più bassa sia l'età in cui si registrano dipendenze.

Ne è anche convinto il procuratore generale, Fausto Cardella quando dice: “Possiamo dire che siamo in piena guerra sia con i consumi di stupefacente che con la ludopatia. La repressione, l'intervento penale, è un intervento assolutamente necessario ma non è sufficiente. Dobbiamo liberarci dall'idea che sia solo un problema di forze dell'ordine e magistrati”.