Danza contemporanea alla Sala Cutu

Gli appuntamenti sono per sabato 2 dicembre e domenica 3 dicembre
Perugia

Torna alla Sala Cutu “Passages - Movimenti Contemporanei 2017”, il progetto di danza organizzato e diretto dalla Compagnia Déjà Donné e dall’associazione milanese Pandanz, nell’ambito della 23esima edizione della Stagione Indizi 2017-2018 di Teatro di Sacco.

Gli appuntamenti sono per sabato 2 dicembre e domenica 3 dicembre.

Prima ad esibirsi sul palco “Like a Stray Dog” di e con Nicoletta Cabassi e poi “Il canto di Orfeo: armonico” di BorderLinedanza; seguirà il debutto umbro dello spettacolo “365” – novità 2017 – di Déjà Donné.
Domenica andrà in scena la presentazione di “To Pray” della compagnia INC InNprogressCollective, gruppo indipendente associato a Déjà Donné dal 2017.

Importante sarà la sezione dedicata alla formazione e strettamente collegata al progetto Ina – inNprogress Atelier, un percorso di studio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione ideato a Perugia nel 2017 da INC InNprogressCollective e Déjà Donné, curato in collaborazione con CentroDanza – Spazio Performativo, e condotto dal coreografo Afshin Varjavandi.
Nei giorni 1, 2 e 3 dicembre sarà possibile partecipare alle masterclass, condotte rispettivamente da Virginia Spallarossa e Vittoria De Ferrari Sapetto, rivolte agli allievi e a tutti coloro che sono interessati ad approfondire le molteplici tecniche di ricerca sul movimento.

Brevi performance supporteranno le lezioni e l’attività di formazione prevista con il solo “Revolution” della compagnia Adarte e “performance 088” di Déjà Donné.

L’occasione di Passages 2017 rappresenta anche il consolidarsi della collaborazione tra Déjà Donné e Teatro di Sacco, che sottolinea l’importanza di una presenza culturale viva e attiva sul territorio della città di Perugia e della Regione Umbria, a sostegno di una progettualità concreta di promozione dei nuovi linguaggi e di contaminazioni per una scena contemporanea.

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Un fine settimana che prevede appuntamenti dedicati alla danza contemporanea con spettacoli, brevi performance e spazi dedicati alla formazione. Quest’edizione è dedicata al ventennale della compagnia Déjà Donné (1997-2017) che, attraverso la presentazione di alcune sue produzioni e la promozione di un percorso formativo dedicato ai danzatori, rivela la volontà di offrire a un pubblico di appassionati importanti occasioni per avvicinarsi alle arti performative.

“L’intento e l’opera del Teatro di Sacco sono meritori – dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini – e riescono a stimolare ed affascinare pubblico diverso e molteplice, coinvolgendo tanto attori professionisti che amatoriali in una sinergia che, di per sé, è anche progetto sociale”.

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GLI SPETTACOLI - Le giornate di spettacolo vedranno alternarsi sul palco della Sala Cutu, sabato 2 dicembre, le performance “Like a Stray Dog” di e con Nicoletta Cabassi e “Il canto di Orfeo: armonico” di BorderLinedanza; seguirà il debutto umbro dello spettacolo “365” - novità 2017 - di Déjà Donné. Domenica 3 dicembre andrà in scena la presentazione di “To Pray” della compagnia INC InNprogressCollective, gruppo indipendente associato a Déjà Donné dal 2017.

LA FORMAZIONE - Importante sarà la sezione dedicata alla formazione e strettamente collegata al progetto INA – inNprogress Atelier, un percorso di studio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione ideato a Perugia nel 2017 da INC InNprogressCollective e Déjà Donné, curato in collaborazione con CentroDanza - Spazio Performativo, e condotto dal coreografo Afshin Varjavandi. Nei giorni 1, 2 e 3 dicembre sarà possibile partecipare alle masterclass, condotte rispettivamente da Virginia Spallarossa e Vittoria De Ferrari Sapetto, rivolte agli allievi e a tutti coloro che sono interessati ad approfondire le molteplici tecniche di ricerca sul movimento.

IL PROGRAMMA
2 dicembre  – ore 19,30
– IL CANTO DI ORFEO: ARMONICO
concept, coreografia e regia Claudio Malangone; autori/interpreti Luigi Aruta, Antonio Formisano; videoinstallazioni Checco Petrone; produzione Borderlinedanza. Durata 20’.
“…La strada lunga di paure ormai compiuta, lui saliva all’aria della terra dietro ai passi di Orfeo… e poi più non vide lui che vaghe ombre toccava, lui che voleva parlare della luce…”
Da questi versi ispirati alla nota e triste vicenda di Orfeo ed Euridice, un amore sfortunato, che nulla può contro il destino e le sue forze, prende il via la coreografia di Claudio Malangone, che vede protagonisti due danzatori della compagnia.
Nell’atmosfera impalpabile dell’attesa, e della dolorosa (e masochistica) reminiscenza del passato i due protagonisti rimangono così nello stesso posto, incatenati dalla separazione, dalla distanza, dal perdersi o dal non ritrovarsi. Una creazione che da impalpabile coreografia, ispirata a una storia che arriva dall’antichità, diventa uno studio sulla resistenza, sul dolore, sulla mancanza.

– LIKE A STRAY DOG
concept coreografia e luci Nicoletta Cabassi; musica OTTOelectro (dai ‘4 pezzi sacri’ di G. Verdi), M. Vainio e I. Vaisanen; produzione Nicoletta Cabassi |Lubbert Das. Durata 15’.
Cosa significa ‘appartenere’? Cosa significa essere ‘umanamente’ randagi ‘? La pièce nasce come riflessione e indagine sull’essere e/o sentirsi senza appartenenza, interiormente erranti, nell’attuale “società liquida”, senza più memoria e radici e in cui resta soltanto immanenza. Un viaggio nei concetti di smarrimento e sconfinamento come dimora esistenziale.

ore 20,30
– 365
coreografia Vittoria De Ferrari Sapetto e Andrea Valfrè; con: Vittoria De Ferrari Sapetto e Andrea Valfre’; disegno luci Giacomo Gorini; elaborazione musicale Gilles Toutevoix; produzione Déjà Donné. Durata 50’.
Una ricerca coreografica avviata prendendo spunto da un noto programma televisivo italiano, “Almanacco del giorno dopo”, presentato ogni giorno dal 1976 fino al 1992. Nei 10’ di ciascun episodio, venivano citati avvenimenti tratti dalla vita di un “Santo del giorno”, collegati a eventi storici o a riferimenti astrologici, sempre legati al calendario. Da queste suggestioni prende avvio un percorso saturo di una ritualità densa e sospesa che si manifesta attraverso simbologia gestuale, movimento e figure di intensità crescente. Il lavoro dei danzatori esplora ed evoca immagini suggerite dal trascorrere misurato e cadenzato del tempo, soffermandosi su ricorrenze che scandiscono, in festività e in allegorie, un calendario sempre diviso tra la celebrazione di ritualità pagane e simboli della celebrazione religiosa, per “365” giorni all’anno.

3 dicembre – ore 15.30
– ToPRAY
coreografia Afshin Varjavandi; disegno luci Fabio Galeotti; con Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro; disegno sonoro Angelo Benedetti; produzione INC InNprogressCollective /Déjà Donné – ringraziamenti a CentroDanza – Spazio Performativo| LaMaMa
” Chi conosce il potere della danza abita in Dio”. Rumi
​Esiste un momento per ognuno, a partire dal quale si impara a guardare dentro sé stessi: esiste anche una costante che chiamiamo T, per la quale quel momento è intimo e individuale, riferito al singolo, non moltiplicabile e non tramandabile. Sono solo i propri occhi a esercitare quella visione.  La costante T è un numero trascendente. toPRAY non parla della costante T, ma racconta il punto di vista dal quale si osserva. toPRAY è un corridoio: a volte per arrivare all’animo umano il percorso è lungo e stretto. Altre volte l’uomo contemporaneo non trova il tempo per scegliere le strade complesse, per attraversarle il tempo che si impiega corrisponde alla costante T. toPRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano a gesti contemporanei, producendo una danza fuori dagli schemi, dal tempo. La scrittura coreografica attinge da calligrafie multiculturali, risultando un linguaggio universale: come il racconto dell’anima dell’uomo. toPRAY è un percorso umano costruito e vissuto con alti e bassi, analogamente al percorso di crescita di un uomo.

Le MASTERCLASS
Da venerdì 1 dicembre e fino a domenica 3 si terranno masterclass aperte a danzatori presso il CentroDanza – Spazio Performativo. Il lavoro sarà condotto da Virginia Spallarossa – direttore artistico di Déjà Donné e da Vittoria De Ferrari Sapetto – danzatrice e coreografa associata a Déjà Donné – che vanta un’importante e significativa esperienza di docenza internazionale nelle principali accademie e scuole, in Europa e nel mondo. Un lavoro specifico centrato sull’esplorazione del movimento e del corpo e di perfezionamento tecnico. Venerdì 1 dicembre sarà aperto uno speciale spazio che permetterà a tutti gli interessati di partecipare a una prova di lezione aperta in vista dell’apertura, da gennaio 2018, dei nuovi corsi di INA Innprogress Atelier (per informazioni 347 1489727).

Venerdì 1 dicembre – dalle ore 15 alle 18
MASTERCLASS con VIRGINIA SPALLAROSSA – breve bio
Si forma professionalmente presso il Teatro alla Scala e l’Académie Princesse Graçe; sposa la danza contemporanea studiando con i principali maestri di Release technique. Dal 2007 è danzatrice e assistente della compagnia internazionale Déjà Donné; ha danzato nell’Olympic Contemporary Ballet in “Medusa” coreografie di Wayne Mc Gregor. In qualità di danzatrice ha preso parte a diverse stagioni al Teatro alla Scala, Teatro Lirico di Cagliari, Arena di Verona, Rossini Opera Festival, Teatro Carlo Felice, Opera di Bilbao, Opera di Roma, Comunale di Firenze, Bunkakhan a Tokio, Bayerische Staatsoper di Monaco con le coreografie di Sean Walsh, Mark Baldwin e Ron Howell, del quale è assistente. Dal 2015 è direttore artistico di Déjà Donné.

Sabato 2 dicembre – dalle ore 14,30 alle 16,30
Domenica 3 dicembre – dalle ore 10 alle 12
MASTERCLASS con VITTORIA DE FERRARI SAPETTO – breve bio
La sua carriera inizia con Arco Renz e poi a Berlino con Felix Ruckert; in Belgio collabora con Davis Freeman e con Andy Deneys. Lavora con la Compagnia Troubleyn|JanFabre in “Prometheus-Landscape 2”; per AkramKham crea e danza in “Abide With Me” per l’apertura dei giochi Olimpici di Londra 2012. Segue “Puzzle” con la Compagnia Eastman Sidi Larbi Cherkaoui. Artista in Residenza a Shanghai, comincia a creare i suoi personali lavori: “Reborn” e il solo “088”. Collabora con la Compagnia 3ART3 di Quan Bui Ngnoc e Daniel Hellman, con Romeo Castellucci e Virgilio Sieni. È dal 2016 artista associata di Déjà Donné.

Info e contatti
Sala Cutu, piazza Giordano Bruno, 9 – Perugia – 
sabato ore 19,30 Ingresso intero posto unico € 5,00
sabato ore 20,30 Ingresso intero € 10,00 – ridotto giovani € 5,00
domenica ore 15,30 – Ingresso intero € 10,00 – ridotto giovani € 5,00

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La Stagione INDIZI continua a metà dicembre con un'intelligente proposta di area romana, della promettente compagnia Garofoli/Nexus, dal titolo Giorgio che indaga il ruolo della figura paterna. Lo spettacolo ha ricevuto ben due premi, lo scorso settembre, al Roma Fringe Festival 2017. Il primo è stato il Premio della critica, assegnato allo spettacolo che ha riscosso più consensi da parte dei giornalisti e dei critici che componevano la giuria del festival. Poi è stata la volta del premio Special Off, un riconoscimento che premia lo spettacolo che si è distinto per l’originalità stilistica e poetica.

Si riprendere nel 2018 con un recital Angeli della desolazione il ritorno di Carolina Balucani, gradita ospite, anche lei per la prima volta con un suo lavoro ad Indizi: verranno proposte favole acustiche tratte dalla beat generation di J. Kerouac interpretate dall’attrice con l’accompagnamento musicale di Mirco Bonucci.

Si prosegue con la presenza di Micro Teatro Terra Marique, altro segnale della bella intensità che il territorio teatrale produce, nonostante difficoltà e finanziamenti inadeguati. Lo spettacolo La felicità – Vangelo secondo Maria, incentrato sulla figura di Maria Maddalena, mescola sacro e profano nella ricerca di una felicità della protagonista.

Infine una produzione romana Antigone, la cosa giusta, della storica Associazione Beat 72, con la regia di Sandro Mabellini e la presenza attorale di Stefano Baffetti, già noti a Perugia per precedenti lavori di qualità.

Con la 23 esima edizione della Stagione INDIZI “il nostro tentativo è sempre lo stesso – afferma il direttore Biselli - offrire questo spazio alla visione di produzioni inedite, anomale, curiose, che sappiano interessare il pubblico, come le tante edizioni della storica rassegna ci hanno, da sempre, confermato”.