Cittadella Giudiziaria, confermato per il 2 maggio il summit a Roma

Verranno sbloccati gli 80 milioni del Ministero? Opere pubbliche indispensabili per sconfiggere la recessione economica
Perugia

Di Bruno Di Pilla - I perugini attendono con viva speranza il prossimo 2 maggio. Si svolgerà infatti a Roma, proprio in quel giorno, il summit fra Stato, Regione dell’Umbria e Comune di Perugia sulla sospirata vicenda della creazione della cittadella giudiziaria nell’ex carcere di Piazza Partigiani.

Dall’Urbe giungerà la buona novella? In quell’occasione potrebbero essere finalmente sbloccati gli 80 milioni già stanziati dal Ministero per l’integrale restauro della struttura, da tempo in stato di completo abbandono. Il nulla-osta per l’avvio dei lavori nel capoluogo umbro sarebbe, tra l’altro, beneaugurante sul più ampio fronte dell’apertura dei cantieri nello Stivale, da tutti i connazionali invocata affinché si crei occupazione e si combatta la recessione economica in atto.

Sono necessarie ed improrogabili, le opere pubbliche. Purtroppo, fanno paura l’isolazionismo e la conseguente estromissione dell’Italia dal rinnovato patto d’acciaio tra Germania e Francia, la cui alleanza tende a ridurre i malèfici effetti, in Europa, del dumping tecnologico cinese e statunitense. In effetti, le due massime potenze mondiali riversano negli Stati del Vecchio Continente sofisticati prodotti d’ogni genere (non solo cellulari ed auto, ibride ed elettriche) a prezzi competitivi, con l’evidente fine di annientare le imprese nazionali ed ogni autoctona forma di concorrenza.

Di fronte al prepotente duopolio Cina-Usa, si capisce l’arduo tentativo transalpino e tedesco di resistenza, mentre si moltiplicano le velleitarie scelte indipendentiste dei Governi di altri Paesi UE, fra i quali, purtroppo, rientra quello giallo-verde nostrano. Che senso ha il cosiddetto “sovranismo”, in uno scenario planetario dominato da colossi economicamente formidabili e specialisti nei settori-chiave della ricerca e dell’innovazione?

In simili tempi di vacche magre, sarebbero auspicabili tavoli d’intesa e ferrea cooperazione tra le 26 Nazioni unioniste o, se non altro, un’intelligente aggregazione dell’italico vagone al treno più veloce ed efficiente della Comunità, fuor di metafora rappresentato dalla locomotiva franco-germanica. Ecco perché la crisi rischia di trasformarsi in un’endemica depressione.

A tal proposito, risultano quanto mai opportuni gli accorati appelli di Confindustria all’Esecutivo affinché proceda, senza indugi, all’attuazione di un organico piano d’investimenti pubblici, TAV compresa, superando litigi e reciproche diffidenze fra pentastellati e leghisti, cui sono attualmente affidati i destini della Patria. Salvini sbaglia a sottovalutare le fosche previsioni, sullo spread e sul calo del PIL italiano, delle maggiori agenzie internazionali di rating. Alle loro analisi, infatti, sono da sempre sensibili i mercati finanziari ed il comportamento degli speculatori di Borsa. Si può scherzare con il fuoco?