Sospetto di certificati medici falsi per 4 agenti della penitenziaria

Poliziotti e due medici indagati per truffa e falso
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Perugia

Certificati falsi sarebbero stati emessi da un medico, 65enne di Città di Castello - in servizio alla guardia medica e incaricato dell'assistenza dei detenuti del carcere di Capanne - per almeno 4 agenti di polizia penitenziaria che si sarebbero assentati dal lavoro in virtù delle fasulle prescrizioni che attestavano, peraltro, la «causa di servizio riconosciuta» e quindi non dovevano nemmeno sottostare alle visite fiscali, altrimenti previste.
E' quanto ha scoperto l'indagine svolta dallo stesso Reparto di polizia dell'amministrazione penitenziaria dopo un accertamento interno sollecitato dal direttore del penitenziario perugino.

L'accusa, come riporta La Nazione Umbria, è, per tutti, quella di truffa ai danni di un ente pubblico e falso in atto pubblico. In particolare la polizia giudiziaria - coordinata dal pm Annamaria Greco -, attraverso accertamenti meticolosi effettuati anche con i tabulati telefonici e le celle per geolocalizzare gli spostamenti degli agenti ha ricostruito che, in alcuni casi, ad esempio gli indagati raggiungevano differenti località d'Italia - la Puglia o la Campania di cui sono originari - e solo successivamente avvisavano il comando di non potersi presentare al lavoro, inoltrando un certificato che, sicuramente - secondo l'accusa non era frutto di una visita medica. In un episodio - sempre stando alle indagini - un'altra dottoressa (a sua volta indagata) avrebbe certificato disturbi gastrointestinali e mal di testa, al posto della malattia riferita dall'agente, ovvero lo stiramento del bicipite femorale.