Arrestati dai carabinieri due pusher albanesi

Denunciato in stato di libertà un terzo connazionale
Perugia

Altro duro colpo inferto dai Carabinieri di Perugia agli ambienti della droga in città.

I militari dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, infatti, nelle ultime ore, al termine di un prolungato servizio di osservazione, controllo e pedinamento, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, due cittadini albanesi, di 26 e 21 anni, e denunciato in stato di libertà un terzo connazionale, da poco giunto in città, tutti domiciliati a Perugia, privi di lecita occupazione, incensurati.

Ancora una volta si è dimostrata vincente la partecipata collaborazione di alcuni residenti, che rafforzando il proprio senso civico, hanno dato un fondamentale apporto all’operazione.

L’arresto, infatti, è stato propiziato da una vigile attività di osservazione nei confronti dei predetti che, grazie anche al fattivo contribuito dei residenti che segnalavano strani movimenti di giovani spacciatori, consentiva di appurare che gli stessi erano soliti avvicinare, nella zona di via Cortonese (dove evidentemente concordavano gli appuntamenti), soggetti di sesso maschile e femminile, noti ai militari quali assuntori abituali di sostanze stupefacenti, i quali, dopo un breve scambio di parole con i pusher, si allontanavano in tutta fretta con fare sospetto.

Nella serata di ieri, è scattato il blitz dei Carabinieri che, dopo aver individuato il covo dei malviventi e monitorato i movimenti dei predetti, hanno fatto irruzione nell’appartamento, sorprendendo i tre intenti a effettuare pulizie dopo aver confezionato il narcotico.

La conseguente perquisizione personale e domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare, a fini probatori, quarantasei involucri termosaldati contenenti complessivi 56 grammi circa di cocaina, la somma contante di 1.040,00 Euro (occultata sotto il divano), materiale per il taglio e il confezionamento dello stupefacente, due bilancini di precisione e due telefoni cellulari, utilizzati per “agganciare” i clienti della piazza locale e mantenere con costoro costanti contatti.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Capanne, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.