Quattro albergatori accusati di aver evaso la tassa di soggiorno

La contestazione è mossa dalla procura, per loro c'è il rischio di una pena elevata
Perugia

Quattro albergatori perugini sono accusati di peculato per non aver corrisposto la tassa di soggiorno al Comune di Perugia. Per loro c'è il rischio di una pena elevata. La contestazione è mossa dalla procura. Per alcuni degli imputati si parla di 11 mila euro non versati, per altri di appena 800 euro. Il caso, esploso nei mesi scorsi dopo l'invio della segnalazione da parte dell'amministrazione comunale alla Guardia di finanza (per ben 56 tra alberghi, agriturismi, bed and breakfast e affittacamere) è arrivata al vaglio del giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Perugia, Natalia Giubilei dopo che il pm Paolo Abbritti ha esercitato l'azione penale.
Fra gli altri c'è il gestore dell'Hotel Tirrenus - incaricato di un pubblico servizio - a dover rispondere di peculato per non aver pagato la tassa. Il titolare non avrebbe nemmeno risposto al sollecito del 2015 e all'ingiunzione di pagamento dell'anno successivo. Hotel Tirrenus ora chiuso dopo aver ospitato, per un periodo, i migranti. Lo stesso reato (peculato) è contestato al titolare de "I Loggi" che però avrebbe dovuto pagare a Palazzo dei Priori in virtù del regolamento in materia adottato con una delibera del 2012 "appena" 1.144 euro per alcuni trimesti tra il 2014 e il 2015. Al titolare della "Fattoria dei Comignoli" è contestato invece il mancato pagamento di 1.600 euro mentre alla "Monteconero Country house" la somma mancante dalle imposte sulla tassa di soggiorno è di 854 euro.
Si va in aula a maggio ma gli imputati stanno ipotizzando di ricorrere a un rito alternativo (patteggiamento o rito abbreviato) anche perché, nel frattempo, le cartelle sono state saldate e il Comune di Perugia, ritenuto persona offesa non si è costituito in giudizio come parte civile. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Baldassarri, Luciano Ghirga, Michele Rotunno e Giovanni Miriano.