Si è spento a 71 anni Reno Montanucci

Una figura simbolo di Orvieto. I funerali si terranno venerdì 21 dicembre alle 10 nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea.
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Orvieto

Orvieto perde una delle sue figure simbolo. Un malore improvviso ha strappato alla vita Reno Montanucci, morto nel pomeriggio di mercoledì 19 dicembre mentre stava passeggiando per le vie della Rupe . Improvvisamente ha accusato un malore che non gli ha lasciato scampo. Storico imprenditore orvietano, aveva 71 anni.

Il ricordo del sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani
Incredulità, dolore e una immensa riconoscenza sono i sentimenti che sento di esprimere a nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e, credo anche a nome di tutti i nostri concittadini ed amici, in questi primi istanti dopo che in città si è diffusa la triste notizia dell’improvvisa scomparsa dell’amico Reno Montanucci, avvenuta nel primo pomeriggio di oggi.  Non c’è orvietano  che non abbia avuto modo di stringere un bel rapporto con Reno e non c’è turista che, visitando Orvieto, non sia stato accolto nel suo locale da quel suo fare educato, gentile e attento alla cura dei clienti. Una cura dell’accoglienza, che è stata ed è un marchio distintivo di questa storica azienda orvietana, eccellenza di Orvieto, del ‘made in Umbria’ e del ‘made in Italy’. Una attenzione la sua, non tanto per il cliente, quanto per le persone, che fossero bambini o adulti indifferentemente. Una considerazione dell’altro ereditata dalla compianta Mamma Rosina e che Reno ha saputo reinterpretare e rinnovare negli anni, prendendosi cura appunto delle persone e coccolarle.
Non era un calcolo commerciale ma vera e profonda sensibilità che ha dato carattere anche alle sue produzioni dolciarie, anch’esse ormai, uno degli elementi per i quali Orvieto è conosciuta. 
Di Reno
 ci piace ricordare l’affabilità, il garbo e quel saper stare in modo equilibrato e lungimirante dentro la tradizione pur guardando all’innovazione. Mai sopra le righe, ma sempre attento ai cambiamenti della realtà locale e sempre pronto a dare idee per guardare avanti, volendo bene alla città e agli orvietani e avendo nel cuore soprattutto il bene della collettività.
Il segno dell’apertura mentale e culturale del Caffè Montanucci si ebbe alla fine del Novecento con la ristrutturazione ammirevole e ardita, per quegli anni, dello storico Bar di Corso Cavour, firmata dell’Architetto Alberto Satolli con gli arredi della Bottega Michelangeli e altri contributi di importanti artigiani orvietani. Spazi che erano e sono la continuazione della via principale: pavimentazione in selciato, ambiente accogliente e, alle pareti come insolita carta da parati, le pagine dei giornali di allora. Spazi che con queste caratteristiche, nel corso degli anni sono diventati sempre più luogo di incontro per tanti appuntamenti ed anche iniziative culturali.
Nel tempo sono intervenuti altri adeguamenti verso il giardino esterno, ma sempre nel segno dell’apertura al nuovo e dell’accoglienza e condivisione. Come non ricordare poi la concreta vicinanza di Reno alle tante iniziative realizzate nella nostra città da Scuole, Associazioni e Istituzioni, sempre nel segno della dialettica costruttiva e della collaborazione silenziosa, senza la ricerca del protagonismo personale, anzi stando in disparte, per scelta. Di tutto questo siamo riconoscenti a Reno Montanucci per il tanto che ha dato alla città che sicuramente troverà il modo per trattenerne vivo il ricordo”.

 I funerali si terranno venerdì 21 dicembre alle 10 nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea.
Alla famiglia le più sentite condoglianze dalla redazione di quotidianodellumbria.it