Pensioni – Prima le negano e poi ci piangono sopra

Ci si accorge tardi e male, che “le controriforme” delle pensioni e del lavoro stanno facendo danni incalcolabili per il futuro dei giovani
Italia

Di Ciuenlai - Ancora “balle spaziali” sulle pensioni.

Boeri lancia l'allarme “la generazione degli anni 80 rischia di andare in pensione a 75 anni”. Sotto, sotto si vuole far intendere che la colpa è di chi è adesso in pensione che ha usufruito di leggi permissive e favorevoli e dovrebbe mollare l'osso riducendosi gli assegni guadagnati, nella stragrande maggioranza dei casi, con il sudore di una vita di lavoro.

Nessuno invece si sogna di dire la semplice verità. Quei giovani andranno in pensione tardi e male per due ragioni che non hanno niente a che vedere con la storia di nonni e genitori : perchè hanno lavori saltuari, spesso a fattura e senza contributi, che non gli permetteranno di maturare un'anzianità decente e perchè prendono salari da fame. Giovani la cui sopravvivenza è garantita proprio da quella “cassa integrazione” privata, costituita guarda un po', da quei nonni, nonne, madri e padri che sarebbero, a detta di Boeri e soci, i loro “affamatori”. Non una parola su chi ha approvato le leggi sul riordino delle pensioni e sul lavoro che hanno determinato questa catastrofe generazionale.

Anche un bambino avrebbe capito (e la Germania è la prima dei bambini intelligenti che hanno abbassato l'uscita a 62 anni) che alzando a dismisura l'età pensionabile si sarebbe tappato il ricambio generazionale sul lavoro e prodotto questo disastro sociale.

Invece di distribuire mancette elettorali sarebbe stato più utile impiegare decine e decine di miliardi buttati al vento per gli 80 euro, per la paghetta di 500 euro ai diciottenni e per gli sgravi fiscali alle imprese, per finanziare la flessibilità in uscita e programmi di lavori pubblici su territorio, infrastrutture e beni culturali. Probabilmente avremmo un dato sulla disoccupazione molto più basso e non parleremmo di “generazione perduta”.

Ma a questi “destri” del Partito della Nazione, quando gli parli di interventi dello stato sul Welfare e sull'economia “mettono mano alla pistola”. “Vae Victis”, che in una traduzione libera di questo nuovo secolo potrebbe suonare “guai ai poveri ( e quindi ai vinti)”. Perchè, per chi non l'ha ancora capito, il liberismo è solo roba da ricchi “bellezza”.