«Quel cantiere non ci fa lavorare»

La protesta dei commercianti di via Campo di Marte a Gubbio
Gubbio

Il cantiere di via Campo di Marte, finalizzato a rimuovere le difficoltà che insorgono nella ex zona semaforica di Piazza 40 Martiri in presenza di piogge, è molto contestato e malvisto dagli operatori commerciali le cui attività, sostengono, risentono negativamente della chiusura della strada. Denunciano un disagio che dura da tempo, anche perché è ancora recente l'intervento per rimuovere le conseguenze di una frana, lamentano la mancanza di informazioni sulla durata e sulla conclusione delle operazioni, sottolineano i danni che stanno ricevendo tanto da non escludere un'«azione anche di natura risarcitoria».
Per questo si sono affidati alla tutela dell'avvocato Francesco Gagliardi, tra l'altro consigliere comunale del centrodestra eugubino, che ha riepilogato il tutto in una lettera indirizzato in proposito una missiva al sindaco «a nome e per conto degli esercizi commerciali», una ventina complessivamente. La presenza «nei pressi dell'ex semaforo» di un cantiere «che letteralmente strozza la viabilità cittadina in entrambi i sensi di marcia, isolando di fatto gli esercizi commerciali, sta provocando pesanti conseguenze alle attività interessate che stanno registrando forti perdite in confronto agli anni passati».

Si denuncia la mancata concertazione e «preventiva informazione da parte dell'amministrazione pubblica in ordine all'esecuzione dei lavori, dovuti a problematiché conosciute da tempo e non certo imputabili al caso fortuito». Da qui la richiesta degli operatori commerciali di «conoscere i tempi di ultimazione dei lavori, in maniera specifica e non generica». Nel frattempo propongono all'amministrazione di autorizzare immediatamente l'apertura dei varchi Ztl di Porta San Pietro e Via Mazzatinti in maniera permanente (almeno dalle ore 8 alle 20) così da agevolare il traffico verso ovest percorrendo Via Mazzini, Via Cairoli, Via Mazzatinti ed il transito verso est da via Mazzatinti verso il quartiere di San Pietro, superando la strozzatura dovuta al citato cantiere». La lettera chiude con la riserva di ogni azione opportuna «anche di natura risarcitoria».