Beniamino Ubaldi e i 40 Martiri

Il diario di guerra del cappellano Ubaldi (dal maggio 1915 al marzo 1919), poi amatissimo vescovo di Gubbio dal marzo 1932 al gennaio 1965
Gubbio

Il vescovo di Gubbio Luciano Paolucci Bedini alla presentazione del volume “Beniamino Ubaldi: diario della Grande Guerra”, curato da Fabrizio Cece e Anna Radicchi. E' stato posto l'accento così sulla straordinaria testimonianza del poi Vescovo di Gubbio che fu al fronte da giovane come cappellano.
L'incontro si è svolto nell'ex refettorio del la Biblioteca Sperelliana. Cece ed Anna Radicchi hanno raccolto e pubblicato quanto annotato in sette quaderni dal cappellano Ubaldi (dal maggio 1915 al marzo 1919), poi amatissimo vescovo di Gubbio dal marzo 1932 al gennaio 1965.
«Sono parole di un uomo che, mentre vive il dramma di una tale inutile strage, cerca di darle un contributo di umanizzazione per sé e per i compagni di sventura. Non è difficile immaginare quanto abbiano inciso l'esperienza nel ventre della guerra, sulla fermezza e fortezza del vescovo Beniamino Ubaldi, in quei due lunghi giorni del sacrificio barbaro dei quaranta innocenti portati al martirio (22 giugno 1944) dalla inumana violenza» - ha detto il presule Luciano Paolucci Bedini.

Tra gli intervenuti, oltre agli autori, il sindaco Filippo Stirati, il professor Mario Tosti, presidente dell'Istituto Umbria storia contemporanea, che ha curato la prefazione del volume edito da Fotolibri Gubbio.
«Nel suo diario - ha detto Tosti - appare la capacità di affiancare all'assistenza sacramentale e liturgica la ricerca di un profondo incontro con quanti condividono con lui l'esperienza della guerra».
«Una pubblicazione di grande interesse - ha sottolineato Fabrizio Cece - dalla quale traspare la straordinaria umanità dell'ex presule eugubino, la sua umiltà e l'intensa spiritualità, la sua vicinanza ai militari, il suo sforzo di coniugare i doveri ed i compiti di un cappellano con la solidarietà, la pietà umana con i doveri imposti dalle leggi militari.