Ferrovie, a rischio 150 lavoratori

Uno sciopero per contrastare i tagli dei posti di lavoro
Foligno

Mancato rinnovo degli ammortizzatori sociali nel settore degli appalti ferroviari, sciopero di 24 ore e presidio davanti alla stazione ferroviaria di Foligno. E' quanto hanno messo in atto gli operatori del settore per segnalare una situazione di difficoltà nazionale che sull'Umbria interessa 5 ditte per un totale di 150 lavoratori. Lo sciopero, che ha interessato l'intera giornata di lunedì 24 settembre, è stato proclamato dalla segreterie nazionali FiltCgil, FitCisl, Uiltrasporti, Fast Ugl. Si tratta della seconda azione di sciopero per i lavoratori degli appalti ferroviari.

«La vertenza in atto - spiega Ivano bruschi della FitCgil - interessa su scala nazionale 10mila lavoratori complessivi ed in particolare 2mila posti di lavoro a rischio. Il che, come è facile immaginare può determinare il rischio di ricadute negative da un punto di vista di precariato a livelli occupazionali anche in Umbria e quindi a Foligno. Anche in seno alla nostra regione si potrebbero produrre ricadute occupazionali con i lavoratori in esubero».
«In tutte le 5 ditte di settore dice Fabio Ciancabilla, segretario regionale Fit-Cisl abbiamo attivi contratti di solidarietà con percentuali che toccano il 60% dell'orario di lavoro. I lavoratori, giustamente, si chiedono come si farà fronte a tale carenza di lavoro una volta che non saranno più attivabili gli ammortizzatori sociali. Ciò che si vuole evitare sono i licenziamenti collettivi del personale in esubero. Le percentuali citate di CdS non lasciano prospettare nulla di buono per l'Umbria».