Il bel Natale della Gioventù Musicale

Concerto degli allievi dell’Accademia di Balcanto di Fabio Armiliato
Foligno

Sotto l’albero di Natale il bel regalo che la Gioventù Musicale ha offerto alla sua città.
Inserito nella XXIV stagione di attività il concerto degli allievi dell’Accademia di Balcanto di Fabio Armiliato si colloca in posizione estrema, prima che scatti l’interdizione a ogni spettacolo che non sia il Presepe.

Ma troppo era stato il lavoro che il grande tenore genovese ha effettuato nell’ambito dei corsi della Gioventù Musicale fulginate perché se ne perdessero gli effetti positivi e lo smalto lucente concretizzatisi in una dimensione umana e propulsiva che il docente ha saputo imprimere alla sua squadra di discenti.

Oltretutto i quattro ragazzi che hanno cantato ieri sera al san Domenico sono altrettante borse di studio che il sodalizio creato da Giuseppe Pelli ha messo a regime in una esibizione che ha meritato ogni forma di attenzione.

In un corso che si è protratto per la passata stagione invernale e primaverile Armiliato ha istruito una bella schiera di allievi che hanno goduto di una intensa preparazione vocale, tecnica, stilistica e storica. Tante sono, in effetti, le qualità che oggi deve possedere un cantante che aspiri a un posto, anche minimo, nel palcoscenico della grande lirica. E Armiliato, con la sua pasta di uomo concreto che non inficia la sua fama di cantate stellare ha lavorato con la solidità di un ligure laborioso, mai fumoso, mai autoreferente, ancorando saldamente il suo insegnamento allo spessore della vita.

Tra i motivi di soddisfazione che il maestro Pelli ha voluto elencare nella breve presentazione al concerto è da segnalare l’ininterrotto filo rosso che si è snodato, negli ultimi anni, dai corsi affidati a Katia Ricciarelli, a Cecilia Gasdia, Raina Kabaivanska, Daniela Dessì. Con l’efficacia di un continuo incremento di qualità Pelli ha saputo proporre a decine e decine di cantanti umbri un tipo di insegnamento che nessuna istituzione pubblica potrebbe fornire. Con la conseguenza di poter usufruire, a casa propria, di quanto, altrimenti bisognerebbe andare a cercare a Vienna, a Londra, a New York. Con i prevedibili costi che oggi non sono da tutti affrontabili.

Ieri sera, in un’oretta di godimento, il pubblico che ha aderito all’iniziativa, si è potuto gustare una serie di arie e di duetti che sono indicativi dell’alta qualità del repertorio del melodramma in lingua italiana. Nell’ordine si sono alternati i quattro borsisti, a partire da Wang Feng che ha aperto i giochi con una aria delle Nozze di Figaro mozartiane. Si trattava dell’ invettiva del conte di Almaviva, “Hai già vinto la causa” che il baritono cinese ha risolto con una incredibile padronanza della lingua e dello stile. Il concerto, accompagnato al pianoforte dallo stesso Pelli, è proseguito con Francesca Mazzocchi lunare interprete di una “Casta diva” di grande impatto emotivo. Allo squillo del giovane Tommaso Costarelli il duca di Mantova nel “Questa e quella per me pari sono”, prima del patetico “D’amor sull’ali rosee” del Trovatore verdiano scolpito da Sarah Piccioni. Duetto del don Giovanni Feng-Mazzocchi prima di approdare al ritorno di Costarelli con Mattinata di Leoncavallo, attualmente gettonatissima nella pubblicità televisiva di Bocelli.

Seconda parte in crescendo con “Un bel dì vedremo” di Sarah, il Germont di Feng, di alta qualità stilistica, il Vissi d’arte di Francesca. Per alleggerire la temperatura drammatica occorreva il duetto della Vedova Allegra che ha fatto strada al conclusivo Brindisi della Traviata, una sorta di viatico per ogni concerto di fine anno che si rispetti. Gioventù Musicale in pieno tema, con coerenza, dignità e qualità.
   Stefano Ragni