Foligno, impiegata delle poste dopo 9 anni a giudizio con l'accusa e di furto

Aveva sottratto da libretti dei clienti 750 mila euro
Foligno

Torna a far parlare di sé, dopo 9 anni, la vicenda della 55enne impiegata postale di Verchiano accusata di aver svuotato i libretti dei suoi clienti di ben 750mila euro.

A quasi nove anni dai fatti è tornato a far parlare di sè il caso della dipendente infedele dell'ufficio delle Poste di Verchiano (e di altre zone della montagna folignate), finita sotto inchiesta con un'accusa pesante come un macigno: quella di aver svuotato i libretti.

All'epoca il fatto aveva scatenato la rabbia dei risparmiatori, anche per la mancata vigilanza, soprattutto anziani, che si erano visti sparire importanti somme di denaro dai libretti.

Quindi nelle varie fasi istruttorie erano stati sentiti la responsabile dell'ufficio dell'ispettorato delle Poste da cui partì la dettagliata denuncia nei confronti della dipendente, in seguito ai dubbi manifestati dai clienti, un commercialista consulente del pubblico ministero che ha analizzato le diverse movimentazioni sui depositi, un carabiniere e un finanziere.

Le indagini hanno accertato nel tempo vari reati come peculato, falso ed ultimamente il furto aggravato.

In 9 anni, dall’inizio della vicenda giudiziaria, si sono verificati continui cambi di collegio che è ora guidato da Francesco Loschi (Grassi e Cataldo), ma dovranno essere risentiti tutti i testimoni.

Inoltre la vicenda si è arricchita di nuovi imputati come un altro dipendente e una giovane coppia, tra cui la figlia dell'imputata, che secondo la procura avrebbe custodito sui propri conti alcune modiche somme.

L'avvocato difensore David Zaganelli ha chiesto un termine a difesa in vista della prossima udienza fissata al 17 settembre prossimo.