Città di Castello, il Comune fa cassa alzando l’Irpef

Per il vicesindaco Bettarelli: "Così salviamo i servizi essenziali"
Città di Castello

I conti in Comune non tornano allora si cercano i soldi dei cittadini aumentando l’aliquota Irpef al massimo previsto dalla legge non facendo certo contenti i cittadini di Città di Castello.

Durante l'analisi del bilancio di previsione erano stati annunciati sgravi per 55 mila euro sulla Tari per i nuovi residenti del centro storico e le attività commerciali, ma poco dopo l'assessore alle Finanze Michele Bettarelli è intervento sull'addizionale comunale Irpef, che estende l'area di esenzione totale ai redditi fino a 15 mila euro ma porta l'aliquota allo 0,8%, il massimo previsto dalla legge, per tutti gli altri.

Una vera doccia fredda sulle aspettative dei contribuenti ai quali viene chiesto un contributo extra di circa 780 mila euro, vale a dire un aumento tra 45 e 75 euro dell'Irpef comunale. I maggiori introiti saranno destinati al mantenimento di tutti i servizi esistenti, ad un piano straordinario di asfaltature per un milione e 800 mila euro in tre anni, al Fondo per i crediti di dubbia esigibilità in attesa di operazione di recupero, specie sulla Tari, non ancora terminate.

Così le opposizioni parlando di "misure da predissesto" è "colpito il ceto medio", si "penalizzano le famiglie monoreddito" (Tiferno Insieme), "risparmiamo sulla produttività ai dipendenti comunali".

Dal canto suo si difende Bettarelli: "Il Comune di Città di Castello è quello che offre più servizi rispetto ai comuni vicini. Questi servizi hanno un costo. Quest'anno la scelta era diminuire i servizi o aumentare le entrate".